domenica 31 gennaio 2016

Paco de Lucia - Documentary on Blog Chitarra e Dintorni


Francisco Gustavo Sánchez Gomez (21 December 1947 – 25 February 2014), known as Paco de Lucía, was a Spanish virtuoso flamenco guitarist, composer and producer. A leading proponent of the new flamenco style, he helped legitimize flamenco among the establishment in Spain, and was one of the first flamenco guitarists to have successfully crossed over into other genres of music such as classical and jazz. Richard Chapman and Eric Clapton, authors of Guitar: Music, History, Players, describe de Lucía as a "titanic figure in the world of flamenco guitar", and Dennis Koster, author of Guitar Atlas, Flamenco, has referred to de Lucía as "one of history's greatest guitarists.

venerdì 29 gennaio 2016

Marc Ribot: Musical Improvisation in the Marlene Dumas Exhibition on Blog Chitarra e Dintorni


The American avant-garde guitarist and composer Marc Ribot plays to individual works of the MARLENE DUMAS exhibition at Fondation Beyeler.

mercoledì 27 gennaio 2016

Una Serata con Mr. Bream - An Evening with Mr. Bream: Julian & John ("Togheter")


Mercoledì 27 gennaio 2016: Julian & John ("Togheter")

Il 1972 vede la nascita di un sodalizio musicale tra due dei più grandi interpreti della chitarra classica: Julian Bream e John Williams firmano assieme questo "Togheter" dove suonano musiche di William Lawes, Ferdinando Carulli, Fernando Sor, Isaac Albeniz, Enrique Granados, Manuel de Falla e Maurice Ravel.

Wednesday, January 27, 2016: Julian & John ("Together")

1972 sees the birth of a musical partnership between two of the greatest classical guitar's interpreters: Julian Bream and John Williams sign toghter this cd "Togheter" where they play music by William Lawes, Ferdinando Carulli, Fernando Sor, Isaac Albeniz, Enrique Granados, Manuel de Falla and Maurice Ravel.

Radio Podcast

martedì 26 gennaio 2016

CORSO GUIDA ALL'ASCOLTO MABILIA 2016



Si rinnova anche per il 2016 l'ormai consolidato appuntamento con il ciclo di cinque lezioni di guida all'ascolto che il M° Ezio Mabilia terrà tra gennaio e febbraio presso l'Aula Magna dell'Istituto Michelangeli di Conegliano ogni mercoledì alle 20.30 a partire dal 27 gennaio. Il costo complessivo è di €40, il primo appuntamento è gratuito.
In questo ciclo di lezioni il M° Mabilia analizzerà diverse forme musicali, dalla sinfonia d'opera classica alla musica per balletto, e metterà a confronto diverse esecuzioni degli stessi pezzi per indurre il pubblico a crearsi una propria estetica e un proprio senso critico.
Al terzo incontro, mercoledì 10 febbraio, il M° Mabilia regalerà inoltre al pubblico presente una lezione-concerto suonando ed analizzando alcuni tra i pezzi più famosi del repertorio pianistico: le musiche in programma sono di Beethoven, Chopin, Debussy e Schubert.
Per informazioni:
Istituto Musicale Michelangeli
Via Armellini, 13
31015 Conegliano (TV)
Tel./fax: 0438 21190

Franco Cerri, una vita piena di Jazz su Blog Chitarra e Dintorni


Eccezionale documentario sulla vita di Franco Cerri, classe 1926.
Considerato il chitarrista italiano più autorevole nel campo del jazz.

domenica 24 gennaio 2016

Arturo Tallini plays Ko-Tha by G. Scelsi ... improvised version on Blog Chitarra e Dintorni


This is an improvised version, using the score just as a trace for improvisation.
A version of the piece performed exactly according to the score is on his cd BLU







sabato 23 gennaio 2016

Recensione di Narciso Yepes Una Chitarra tra passato e futuro, Edizioni Curci, 2015


La figura di Narciso Yepes, grande virtuoso e innovatore nel mondo della chitarra classica del Novencento, è stata di recente messa un poco da parte e trascurata. Questo libro "Narciso Yepes Una Chitarra tra passato e futuro" edito di recente dalla casa editrice italiana Edizioni Curci riporta in luce per il pubblico italiano l'opera svolta dal chitarrista spagnolo nello scorso secolo mettendone in risalto non solo le doti di grande professionista musicale ma il ruolo di innovatore e di propulsore musicale nell'ambito della musica contemporanea.
Il libro è frutto dei contributi di tre autori: Ignazio Yepes (figlio del chitarrista), Belén Pérez Castillo e Leopoldo Neri de Caso. Ciascuno di essi analizza un aspetto della sua poetica musicale: Yepes si concentra sull'etica e sull'estetica del padre, come musicista innovatore, la Castillo mette in evidenza i rapporti intercorsi con i compositori (in gran parte spagnoli) del suo tempo, mettendo in evidenza le collaborazioni con Ruiz-Pipò, Balada e Ohana, mentre Neri De Caso analizza il rapporto tra Narciso Yepes e il compositore Ernesto Halffter, con particolare attenzione al Concierto para Guitarra y orchestra.
Quasi dimenticavo di segnalare la bella introduzione del Maestro Angelo Gilardino, che si è anche occupato della traduzione dallo spagnolo per questa edizione italiana. Nel complesso ho trovato questo libro estremamente interessante e godibile, la lettura è agevole e piena di contenuti interessanti: la figura di Yepes e la sua chitarra a dieci corde sono state un po' .. accantonate in questi ultimi anni, da molti è stato ed è ancora visto come il chitarrista del brano Giochi Proibiti. Una visione decisamente limitata e datata che questo libro aiuta a cancellare presentando l'immagine di un artista contemporaneo, un musicista che ha saputo nel corso della sua breve esistenza cercare e trovare nuove strade per lo sviluppo del nostro strumento preferito.
Mi permetto di consigliarvi di accompagnare questa lettura con l'ascolto del bel cofanetto di 5 cd, edito dalla Deutsche Grammophone nel 2003, che contiene molte delle musiche di cui si parla in questo libro.

venerdì 22 gennaio 2016

Narciso Yepes: Portrait d'un Guitariste (documentary) 10-string classical guitar on Blog Chitarra e Dintorni


Narciso Yepes was one of the finest virtuoso classical guitarists of the twentieth century, generally ranked second after Andrés Segovia. Despite a strong interest in music from the Baroque period, his overwhelming preference was for the serious compositions of Spanish composers from the early twentieth century, though he also showed interest in flamenco music. He displayed a special fondness for the works of Joaquín Rodrigo and was instrumental in the rediscovery of many previously neglected Baroque compositions. He also achieved distinction as a composer, especially in the realm of film music.

giovedì 21 gennaio 2016

Recensione di Intuite di Pierre Bensusan, Dadgad Music, 2000


http://www.pierrebensusan.com/

Ho conosciuto Pierre Bensusan in modo davvero casuale, comprando e leggendo nel 1987 una copia della rivista italiana Chitarre, N. 11 Febbraio 1987. L'avevo comprata per la copertina e per l'intervista dedicata a Eric Clapton, lo ammetto, ma all'interno trovai anche l'intervista a questo chitarrista acustico francese, all'epoca trentenne che cominciava a farsi conoscere da un pubblico più ampio. Con quella intervista cominciai a sentir parlare di accordature aperte (Bensusan adottava già la DADGAD), di musiche arabe, di altri chitarristi su cui mi interrogai negli anni a seguire alla disperata ricerca di un disco, di un cd da ascoltare. questo è di solito in cui il momento i cui i miei coetanei quarantenni vi raccontano di come fosse difficile all'epoca trovare un disco fuori dai soliti percorsi, che non c'era internet, non c'erano i social network, tutto vero, ma ormai ne avrete la nausea per cui mi fermo qui, vi basti solo sapere che da allora mi sono messo alla ricerca di Bensusan, dei suoi dischi e delle coordinate che lui mi aveva fornito in quella intervista curata da Luigi Grechi. Il primo disco su cui sono riuscito a mettere le mani, 5 anni dopo, è stato "Spices"(1988) trovato a basso prezzo in un catalogo di vendite di corrispondenza, inserito nella sezione, sì certo che altro, della New Age. New Age un corno! Ascoltai il disco rileggendo l'intervista e vi ritrovai tutto quello che Bensusan aveva detto sei anni prima: la musica celtica, la musica araba-mediterranea, il jazz, un gusto e un tocco squisito e gentile, mai eccessivo e mai troppo enfatico o melismatico. Pierre Bensusan si confermò essere un musicista completo, interessante e soprattutto originale, già al di fuori degli schemi che il mercato imponeva a chi da tempo faceva "musica etnica".
Il second disco fu Wu Wei (1993), trovato in una bancarella di cd usati e altra riconferma, sempre gli stessi aspetti di cui sopra, ma con una maggiore coralità, scoprii che Bensusan, diversamente da altri suoi colleghi, non amava tanto i brani in solo, ma lavorare con piccoli ensemble composti da basso, percussioni, fiati (clarinetto, oboe) e magari anche, orrore, cantare. Non esattamente il guitar hero che mi aspettavo ma mica si può andare contro ai propri eroi. 
Oggi i problemi sono finiti: voglio un disco? Ho solo l'imbarazzo della scelta su dove cercarlo e così ho deciso di tornare da Bensusan e di cercare un disco solista trovandolo in questo "Intuite" del 2000, scoprendo che nel frattempo il nostro chitarrista aveva creato una sua etichetta personale, la Dadgad Music (nomen est homen) attraverso cui veicolare e promuovere la sua musica.
Se siete alla ricerca di un solo disco di Besusan... compratelo, non vi deluderà. Qui dentro c'è tutto, meglio di qualsiasi raccolta perché Pierre ha voluto non solo creare brani nuovi ma anche arrangiare in modo diverso altre musiche tratte dai precedenti dischi, per chitarra sola, dando loro nuovo smalto e nuova linfa.
Sono musiche bellissime, intime e Bensusan si conferma un vero maestro nel suo genere, la sua tecnica ricorda le idee di David Graham e non c'è dubbio che lui sia riuscito a mantenere nel tempo uno standard qualitativo altissimo senza mai cedere a autocompiacimenti o alle lusinghe di un mercato e di un pubblico alla ricerca di emozioni patinate, lounge e da Buddha Bar. Se poi siete interessati alle accordature aperte allora il disco diventa indispensabile: è sempre stato un maestro nel genere e il suo tipo di accordatura modale e l'uso di accordi arpeggiati e di corde a vuoto lascia sempre incantati. Lasciatevi conquistare, ne vale la pena.

mercoledì 20 gennaio 2016

Una Serata con Mr. Bream - An Evening with Mr. Bream: Julian Bream plays Villa-Lobos

Download Podcast

Mercoledì 20 gennaio 2016:Julian Bream plays Villa-Lobos

Nel 1971 Bream e la RCA pubblicano solo questo disco interamente dedicato a Villa-Lobos, disco caratterizzato da una delle più belle copertine mai realizzate per un LP di chitarra classica, le musiche qui eseguite sono il Concerto per Chitarra e Orchestra, lo Studio nro 8, i Cinque Preludi e la Suite populaire brasilienne.

Wednesday, January 20, 2016: Julian Bream plays Villa-Lobos

In 1971 Bream and RCA publish only this disc devoted entirely to Villa-Lobos, this cd features one of the best covers ever made for an LP of classical guitar music, musics performed here are the Concerto for Guitar and Orchestra, the Studio 8 nro , the Five Preludes and Suite populaire brasilienne.


martedì 19 gennaio 2016

World Guitar/ DADGAD Tuning with Pierre Bensusan on Blog Chitarra e Dintorni


Live streaming guitar learning show most Tuesday nights from Nashville, Tennessee. Watch it live at 7pm Central time US here...http://www.ustream.tv/gibson-learn-an...


WORLD GUITAR/DADGAD TUNING with PIERRE BENSUSAN
2:25 “Le Voyage Pour L’Irlande”
7:20 Interview with Pierre Bensusan
10:55 Early Bluegrass Playing
13:00 Playing in Alternate Tunings
15:20 DADGAD Tuning
18:05 Controlling the Strings
19:40 Being Responsible for the Notes that You Create
20:55 Harmonics
22:25 Fingernails & Tone
25:20 Extended Harmonics
26:25 Harp Effects on Guitar
29:35 Pierre Bensusan Song
31:50 Vibrato 
34:00 Pierre’s Lowden Guitar
36:00 Alternate Tuning Resources

lunedì 18 gennaio 2016

Review of Intuite by Pierre Bensusan, Dadgad Music, 2000



I met Pierre Bensusan in a really random way, buying and reading a copy of the italian magazine "Chitarre" in 1987, No. 11 February 1987. I bought it for the cover and for the interview dedicated to Eric Clapton, I admit, but inside I found too an interesting interview to this acoustic French guitarist, thirty years old, who was beginning to reach a wider audience. With that interview I began to know about open tunings (Bensusan already adopted the DADGAD), about Arab music, about other guitarists on which I questioned in the following years in a desperate search of a record, a CD to listen to. This is usually the moment when my peers forties would tell you how difficult it was at those time to find a drive off the beaten path, there was no Internet, there were no social networks, etc. all true, all boring so but now you'll feel sick so I will stop here, you need only know that since then I started looking for Bensusan, about his records and the coordinates that he had given me in that interview curated by Luigi Grechi. The first disc that I could get my hands on, five years later, was "Spices" (1988) found at low price in a sales correspondence catalog, filed under the New Age's section. New Age! New Age my socks! I listened to the disc and re-read the interview again and I found myself all what Bensusan had said six years earlier: Celtic music, the Arab-Mediterranean music, jazz, an exquisite and kind touch and touch, never too much and never too emphatic or melismatic. Pierre Bensusan was confirmed to be a complete, interesting and above all original  musician, already outside of the patterns that the market at those time required for those "world musics".
The second album was Wu Wei (1993), found in a second hands CDs stand and it was another reconfirmation, always the same issues as above, but with a greater unanimity, I discovered that Bensusan, unlike his colleagues, he did not like so much to play alone, but working with small ensembles consisting of bass, percussion, wind instruments (clarinet, oboe) and maybe even, my horror, singing. Not exactly the guitar hero that I expected but not one can go against hiw own heroes.
Today these problems are over: I want a record? I have enough choice on where to look for and so I decided to return to Bensusan and to look for a solo record, finding this "Intuite", made in 2000, and I found that in the meantime our guitarist had created his own label, the DADGAD Music (Nomen est homen) through which convey and promote his music.
If you are looking for a Bensusan's guitar solo record... buy it, you will not be disappointed. There is everything in it, better than any collection because Pierre wanted to not only create new songs but also arrange differently other music taken from previous albums, playing them for solo guitar, giving them new life and new enamel.
Musics are beautiful, intimate and Bensusan remains a true master of his kind, his technique is reminiscent of the ideas of David Graham and there is no doubt that he is able to maintain the highest quality standards without ever giving in to complacency or the lure of a market and an audience in search of glossy, lounge and Buddha Bar excitements. And if you are interested in open tunings then the disc becomes indispensable: Bensusan has always been a true master of the genre and his type of modal tuning and the use of arpeggiated chords and open strings always leaves you spellbound. Let yourself be conquered, it is worth it.

domenica 17 gennaio 2016

Arturo Tallini Plays Ektopos by Agostino Di Scipio on Blog Chitarra e Dintorni


For Guitar and Live Electronics
Rome, Santa Cecilia Conservatory, September 2015

Acoustic Guitar Sessions Presents Julian Lage on Blog Chitarra e Dintorni


AG Sessions is pleased to present the phenomenal Julian Lage, who shares a few tunes from his new solo release, World's Fair, and discusses everything from his enormous stylistic range to his brand-new Waterloo guitar.


Still just 27 years old, guitarist Julian Lage has already made a huge impact on the music world. After first making a name for himself playing straight-ahead jazz with the legendary vibes player Gary Burton, Lage has branched out in a variety of directions--bluegrass and fiddle tunes with Chris Eldridge, avant-jazz with Nels Cline, and almost everything in between. During our far-ranging conversation, Lage talks thoughtfully about developing his own guitar voice, his impressive genre-hopping, and how he's able to maintain a "delicate touch" on his instrument.
Of course, his astounding solo-guitar work is featured as well on three tunes, including an inventive,engaging take on the Elizabeth Cotten classic "Freight Train."

sabato 16 gennaio 2016

Recensione di "Storie di Jazz" di Enrico Bettinello, Arcana, 2015


Se devo essere sincero non mi ricordo neanch'io quando ho conosciuto Enrico Bettinello. Cioè non mi ricordo l'istante esatto, ma sono sicuro che ci siamo incontrati a causa della musica: se hai vent'anni e ti interessa il jazz in un momento temporale in cui i tuoi coetanei stravedono per Sabrina Salerno, Sandy Marton e Samantha Fox ... tutti i tuoi coetanei che vedi sbirciare e frugare nella piccola parte destinata al jazz nei pochi negozi di dischi presenti a Mestre e Venezia, prima o poi te li fai amici. Primo perché non sono sicuramente molti, secondo perché poi li rivedi ai concerti, terzo perché in un epoca in cui il top era avere il Walkman della Sony (tutti gli altri prima o poi ti masticavano le cassette) e in cui i libri sul jazz in italiano si contavano sulle dita di una mano (Arrigo Polillo dettava legge e la rivista Musica Jazz indicava la via da seguire) conoscere un appassionato in più rappresentava una nuova fonte di informazione, di consigli e magari la possibilità di avere una copia su cassetta, appunto, di qualche disco indispensabile. quindi o ci siamo conosciuti in un negozio di dischi, o a un concerto, magari presentati da qualche amico comune.
Enrico con la musica, e con il Jazz in particolare, ha sempre continuato a flirtare, riuscendo a farla diventare la sua professione, oltre che la sua grande passione e, finalmente, ha scritto e pubblicato il suo primo libro, "Storie di Jazz" appunto, sottotitolato "Guida sentimentale alla vita e alla musica di cinquanta (e più) maestri. 
Prendente nota di quel "sentimentale" perché la dice lunga e la dice giusta. Se cercate il classico libro accademico o una lunga serie di bibliografie corredate da una precisa discografia questo libro non fa per voi. Se invece cercate delle storie o magari, dato che siete già appassionati di Jazz, volete provare a rivivere le storie dei musicisti che già conoscete e amate, questo libro fa per voi. Sia ben chiaro le biografie sono precise e ci sono, come è giusto che sia, i consigli per gli acquisti discografici, ma Enrico riesce ad andare oltre: riesce a raccontare. E non è cosa da poco. Con uno stile pacato e cortese, potrei dire anche "confidenziale" ci introduce passo passo nelle vite dei giganti che hanno creato, inventato, reinventato e innalzato una musica tra le più belle che ci siano e che rappresenta uno dei grandi regali che il XX secolo ha donato al nuovo millennio che stiamo vivendo. Musicisti straordinari e visionari, in grado con il loro talento di andare oltre le proprie personalità e le proprie quotidiane esistenze per darci attraverso le loro musiche emozioni, esperienze, gioie, tristezze e una loro personale rappresentazione della vita, in una parola la loro Arte.
Chi sono questi giganti? Lascio a voi il piacere di scoprirlo, vi dico solo che tra essi c'è un solo chitarrista. Avevo scommesso tra Charlie Christian e Django Reinhard e Enrico ha scelto Christian e va bene così. Alla fine potreste anche dirmi che anche questa è una recensione un po' sentimentale, ma non è vero, vi risponderei che questa è una recensione un po' emotiva, o magari più intuitiva, ma che va bene così. La mia Stratocaster, come vedete, è contenta di leggersi il libro lo stesso.

giovedì 14 gennaio 2016

HIlary Field's playlist on Blog Chitarra e Dintorni



H
ilary Field, classical guitarist, is a 1992 winner of the Northwest Young Artist Series Competition and, in addition to being the head of the Guitar department at Pacific Lutheran University, has recently joined the music faculty of Seattle Pacific University.
She has appeared on television and radio throughout the United States and, in June of 1993, Hilary Field was the first and only guitarist to ever win the prestigious Ladies Musical Club Soloist Competition.
Her performance repertoire covers everything from Renaissance to 20th century compositions and her newest release, Ballad Stories, features works by Morel, Tesar, Yocoh, Piazzolla, and Ruiz-Pipo, and includes the World Premiere of Jorge Morel's Berceuse (lullaby) for Guitar and String Quartet.

http://www.hilaryfield.com/

mercoledì 13 gennaio 2016

Una Serata con Mr. Bream - An Evening with Mr. Bream: Romantic Guitar


Mercoledì 13 gennaio 2016: Romantic Guitar

Bream conclude il 1970 con questo disco dal titolo emblematico: Suonando una chitarra classica Manuel Ramirez del 1968 registra le musiche di Nicolò Paganini, Felix Mendelssohn, Franz Schubert e Francisco Tarrega.


Wednesday, 13 January 2016: Romantic Guitar

Bream concludes 1970 with this album with an emblematic title: playing a classical guitar made by Manuel Ramirez in 1968 he recorded music by Paganini, Felix Mendelssohn, Franz Schubert and Francisco Tarrega.


Radio Podcast

martedì 12 gennaio 2016

Intervista con Hilary Field di Andrea Aguzzi su Blog Chitarra e Dintorni


http://www.hilaryfield.com/

La prima domanda è sempre quella classica: come è nato il tuo amore e interesse per la chitarra e quali strumenti suoni o hai suonato?

Il mio interesse per la chitarra è iniziato quando ero una bambina, perché volevo suonare le canzoni, e ho usato la chitarra come strumento di accompagnamento. Ben presto si è evoluto in musica classica. Mi è piaciuto il suono della chitarra e sono stata contenta della possibilità di suonare più voci in una sola volta. Prima di suonare la chitarra ho studiato violino e suonato il mio dell'orchestra della scuola. Ho deciso come un adolescente che lo strumento che ero veramente dedicato a era la chitarra classica.

Qual è stata la tua formazione musicale, con la quale gli insegnanti hanno studiato e che impressione hanno lasciato nella vostra musica?

Ho studiato con Jerry Willard e Pasquale Bianculli come ero cresciuto a New York, e poi ho continuato a studiare con entrambi presso Stony Brook University. Entrambi questi insegnanti mi hanno instillato l'amore per la musica e mi ha insegnato a sentire la musica all'interno delle note. Ho anche studiato con Oscar Ghiglia nei programmi estivi. Oscar mi ha insegnato a prestare attenzione a ogni sfumatura e dinamica, in modo che la musica raccontasse una storia. A Seattle, Washington, ho studiato con Kevin Callahan, che ha ispirato e mi ha motivato a raggiungere il meglio delle mie capacità. Lui mi ha incoraggiato a essere creativa e a improvvisare e comporre, e mi ha offerto una grande quantità di orientamento e di sostegno. Ha prodotto e realizzato il mio primo CD, "Music of Spain and Latin America."

Premiers non è il tuo primo disco, non si è di nuovo su la registrazione di musica, ma questo è il primo tentativo con la musica contemporanea, come è nata l'idea di questo disco e come si fa a scegliere i compositori ed i loro punteggi?

Mio marito, Andrew Ratshin, ha avuto l'idea iniziale per il mio album "Premieres". La chitarra classica ha un po' il repertorio limitato rispetto alla letteratura per altri strumenti, come il violino. Ha pensato che avrei dovuto fare una registrazione di opere che non sono mai stati registrate prima, da aggiungere alla letteratura perchitarra, e per mostrare la nuova musica che le persone non hanno sentito parlare. Ho pensato che fosse una grande idea, e ho deciso di trovare nuova musica. Alcuni dei compositori del CD (Jorge Morel, Alberto Cumplido, e Douglas Lora) sono miei amici, e quando ho parlato del progetto a loro, ha scritto musica nuova per me o condiviso musica che non era mai stata registrata. Ho contattato gli altri compositori, perché amavo la loro musica, e molto generosamente e gentilmente mi ha offerto la nuova musica per il mio progetto CD. Ho fatto personalmente tutto lavoro a stretto contatto con tutti i compositori, di persona o tramite e-mail, e inviato loro registrazioni di tutto il processo.

Che cosa significa l'improvvisazione per la ricerca musicale? Pensi che sia possibile parlare di improvvisazione per la musica classica o dobbiamo rivolgersi ad altri repertori come il jazz, la musica contemporanea, ecc?

Sono sempre stato molto incuriosita dall'improvvisazione, in qualunque generei. Ciò che consideriamo musica classica era, un tempo, la musica contemporanea, e il compositore aveva attraversato un processo creativo prima che il prodotto finale fosse notato e pubblicato. Molti compositori classici, come Bach, sono ben noti per essere anche improvvisatori. Improvvisare è parte della creazione di musica. E 'anche un modo di lavorare attraverso numerosi sentieri, proprio come uno scrittore può utilizzare il suo flusso di coscienza mettendo le idee su carta, e creare più bozze prima di finalizzare il prodotto. Quando parliamo l'un l'altro improvvisiamo con le parole, e quando scriviamo i nostri pensieri componiamo. Credo che ad un certo livello, tutta la musica composta abbia avuto origine con l'improvvisazione. Con questo in mente, non trovo una grande disparità tra musica improvvisata contemporanea e musica classica composta. Credo che l'improvvisazione sia al centro di tutta la musica. A mio parere, gli interpreti della musica composta hanno ancora il bisogno di sentire il processo creativo del compositore, e raccontare la storia della musica, come se stessero improvvisando sul posto.

Qual è il ruolo del "errore" nella tua visione musicale? Per "errore" Voglio dire una procedura errata, un'irregolarità nel normale funzionamento di un meccanismo, una discontinuità su una superficie altrimenti uniforme che può portare a nuovi sviluppi e sorprese inaspettate ...

Nella definizione di errore, vorrei riflettere sull'idea di rischio. I rischi musicali sono necessari per la crescita, e aiutano il musicista a scoprire nuove possibilità. Spesso dico ai miei studenti di provare tutti i tipi di suoni sui loro strumenti, anche i suoni che a loro non piacciono, in modo che imparino su tutte le loro scelte. A volte, quando gli studenti aggiungono nuove dimensioni alla musica, come i cambiamenti dinamici, faranno errori nelle note che precedentemente hanno suonato in modo impeccabile. Questo è un buon sviluppo, perché significa che si stanno allontanando dal gioco automatico e stanno rivelando la loro interpretazione della musica oltre che le dita. Le note impeccabile torneranno più tardi, ma con più profondità e sentimento.

Ho, a volte, la sensazione che nella nostra epoca la storia della musica scorre senza un particolare interesse per il suo decorso cronologico, nella nostra discoteca prima e dopo, passato e futuro diventano elementi intercambiabili, può essere questo un rischio di una visione uniforme per un interprete e un compositore? Il rischio di una "globalizzazione" musicale?

Io personalmente non credo che ci sia un rischio di una monocultura musicale omogenea per gli interpreti e compositori. Penso che diverse influenze musicali aggiungano elementi ricchi e preziosi al repertorio. Tutta la musica nel corso della storia è stata influenzata dal passato, per l'integrazione culturale, e dall'ambiente artistico e naturale. Dall'influenza di Johann Jakob Froberger sulla suite di tastiera barocche, che è stato portato ad un altissimo livello nell'arte di J.S. Bach e dai futuri compositori europei, dall'aggiunta di sincope nella musica classica del 20esimo secolo da parte di Scott Joplin , dall'integrazione di Heitor Villa Lobos delle composizioni classiche con musica Choro dalle strade del Brasile, la grande musica è sempre stata fluida e flessibile. Io credo che queste varie fusione di idee servano ad arricchire la musica in tutto il mondo. Influenze musicali e idee si muovono molto più velocemente nel ventunesimo secolo, e non vedo l'ora di sentire ulteriori sviluppi sulle future composizioni musicali e nelle interpretazioni.


Parliamo di marketing. Quanto pensi che sia importante per un musicista moderno? Voglio dire: quanto è determinante essere dei buoni promotori di se stessi e delle proprie opere nella musica di oggi?

Marketing e promozione è molto importante, in modo che il pubblico di essere a conoscenza della musica. Il passaparola, le recensioni delle pubblicazioni, i passaggi in radio e i servizi di streaming, contribuiscono tutti a raggiungere più persone che potrebbero essere interessati ad ascoltare la musica sul disco o in performance dal vivo. Ci sono anche tanti modi per le persone di provare a ascoltare la musica se è disponibile sui siti dei social media e nei punti di distribuzione on-line.

Ci dici quali sono i tuoi cinque dischi essenziali, da avere sempre con te ... i classici cinque dischi per l'isola deserta ...

Berta Rojas: Terruño
Yo Yo Ma: The 6 Unaccompanied Cello Suites
Mitsuko Uchida: Mozart Piano Sonatas
Trio Brasileiro: Simples Assim
Jorge Morel: Suite Del Sur

Quali sono i tuoi cinque spartiti preferiti?

Ludwig Van Beethoven: Sinfonia n ° 7
Leos Janácek: Idyll for String Orchestra
Felix Mendelssohn: String Ottetto op. 20
Claude Debussy: Prélude à l'après-midi d'un faune
J.S. Bach Quattro Lute Suites

Con chi ti piacerebbe suonare? Che tipo di musica ascolti di solito?

In realtà piace suonare la musica di persone che si specializzano nei generi diversi dal classico. Ho avuto l'opportunità di studiare musica brasiliana Choro con Douglas Lora, che è un maestro di musica classica e brasiliana. Quando suono con Douglas e dei suoi colleghi, sono in grado di sentire il vero ritmo e colori della musica, e mi porta più vicino alla cultura e lo spirito della musica.
Ascolto un'ampia varietà di musiche, tra cui tutti gli stili di musica classica, world music, teatro, e cantautori contemporanei.

I tuoi prossimi progetti? Quando ci vedremo suonare in Italia?

I miei piani per i progetti futuri includono più anteprime mondiali, composizioni originali e musiche di compositrici. Non ho alcun concerto previsto per l'Italia nel prossimo futuro, ma sarei felice di accettare un invito a suonare in questo bel paese!

lunedì 11 gennaio 2016

Interview for Hilary Field by Andrea Aguzzi on Blog Chitarra e Dintorni

The first question is always the classic one: how does it start your love and interest for guitar and what instruments do you play or have you played?

My interest for the guitar began when I was a child because I wanted to play songs, and I used the guitar as an accompaniment instrument. It quickly evolved into playing classical music. I loved the sound of the guitar and I was thrilled with the ability to play multiple voices at once. Before I played guitar I studied violin and played in my school orchestra. I decided as a teenager that the instrument that I was truly dedicated to was the classical guitar.

What was your musical training, with which teachers have you studied and what impression they left in your music?

I studied with Jerry Willard and Pasquale Bianculli as I was growing up in New York, and then I continued studying with both of them at Stony Brook University. Both of these teachers instilled a love of music in me, and taught me how to hear the music inside the notes. I also studied with Oscar Ghiglia in summer programs. Oscar taught me how to pay attention to every nuance and dynamic, so that the music tells a story. In Seattle, Washington, I studied with Kevin Callahan, who inspired and motivated me to perform to the absolute best of my ability. He encouraged me to be creative and to improvise and compose, and offered me a great deal of guidance and support. He produced and engineered my debut CD, "Music of Spain and Latin America."

Premieres is not your first record, you are not new about recording music, but this is your first attempt with contemporary music, how was born the idea about this record and how do you choose the composers and their scores?

My husband, Andrew Ratshin, had the initial idea for my album "Premieres." The classical guitar repertoire is somewhat limited compared to literature for other instruments, such as the guitar and violin. He thought that I should do a recording of works that have never been recorded before, to add to the guitar literature, and to showcase new music that people have not heard. I thought it was a great idea, and I set out to find new music. Some of the composers on the CD (Jorge Morel, Alberto Cumplido, and Douglas Lora) are friends of mine, and when I mentioned the project to them, they wrote new music for me or shared music that has not been recorded. I contacted the other composers because I loved their music, and they very generously and graciously offered me new music for my CD project. I did personally work with all of the composers, either in person or through email, and sent them recordings throughout the process. 

What does improvisation mean for your music research? Do you think it’s possible to talk about improvisation for classical music or we have to turn to other repertories like jazz, contemporary music, etc.?
I have always been very intrigued with improvisation, in any genre at all. What we consider classical music was, at one time, contemporary music, and the composer went through a creative process before the final product was notated and published. Many classical composers, such as Bach, are well known for also being improvisers. Improvising is part of the creation of music. It is also a way to work through many paths, just the way a writer may use their stream of consciousness to put ideas on paper, and create multiple drafts before finalizing the product. When we talk to each other we improvise with words, and when we write down our thoughts we compose. I believe that on some level, all composed music originated with improvisation. With that in mind, I don't find a huge disparity between contemporary improvised music and composed classical music. I believe that improvisation is at the heart of all music. In my opinion, interpreters of composed music still need to feel the creative process of the composer, and tell the story of the music, as though they are improvising on the spot.

What’s the role of the “Error” in your musical vision? For “error” I mean an incorrect procedure, an irregularity in the normal operation of a mechanism, a discontinuity on an otherwise uniform surface that can lead to new developments and unexpected surprises...

In your definition of error, I think about the word risk. Musical risks are necessary for growth, and they help the musician discover new possibilities. I often tell my students to try out all sorts of sounds on their instruments, even sounds that they don't like, so that they learn about all their choices. Sometimes when students add dimension to the music, such as dynamic changes, they will make errors in the notes that they previously played flawlessly. That is a good development, because it means that they are moving away from playing automatically and revealing their interpretation of the music beyond their fingers. The flawless notes will come back again later, but with more depth and feeling.



I have, sometimes, the feeling that in our times music’s history flows without a particular interest in its chronological course, in our discotheque before and after, past and future become interchangeable elements, shall this be a risk of a uniform vision for an interpreter and a composer? The risk of a musical "globalization"?

I personally don't think that there is a risk of a homogenous musical monoculture for interpreters and composers. I think that diverse musical influences add rich and valuable elements to the repertoire. Music all throughout history has been influenced by the past, by cultural integration, and by artistic and natural surroundings. From Johann Jakob Froberger's influence on the baroque keyboard suite, which was brought to a high art by J. S. Bach and future European composers, to Scott Joplin’s addition of syncopation in early 20th century classical music, to Heitor Villa Lobos’ integration of classical compositions with Choro music from the streets of Brazil, great music has always been fluid and flexible. I believe that these melting pots of ideas serve to enrich music throughout the globe. Musical influences and ideas move much faster in the twenty first century, and I look forward to hearing further developments on future musical compositions and interpretations.

Let’s talk about marketing. How much do you think it’s important for a modern musician? I mean: how much is crucial to be good promoters of themselves and their works in music today?

Marketing and promotion is very important in order for the public to be aware of the music. Word of mouth, reviews in publications, radio airplay, and streaming services all help to reach more people who might be interested in listening to the music on disc or in live performances. There are also so many ways for people to sample music if it is available on social media sites and online distribution outlets.

Please tell us five essential records, to have always with you… the classic five discs for the desert island ...

Berta Rojas: Terruño
Yo Yo Ma: The 6 Unaccompanied Cello Suites
Mitsuko Uchida: Mozart Piano Sonatas
Trio Brasileiro: Simples Assim
Jorge Morel: Suite Del Sur

What are your five favorite scores?

Ludwig Van Beethoven: Symphony No. 7
Leos Janácek: Idyll for String Orchestra
Felix Mendelssohn: String Octet Op. 20
Claude Debussy: Prélude à l’après-midi d’un faune
J.S. Bach: Four Lute Suites

With whom would you like to play? What kind of music do you listen to usually?

I actually love to play music with people who specialize in genres other than classical. I have had an opportunity to study Brazilian Choro music with Douglas Lora, who is a master in both classical and Brazilian music. When I play along with Douglas and his colleagues, I am able to feel the true rhythm and colors of the music, and it brings me closer to the culture and spirit of the music.
I listen to a variety of music, including all styles of classical music, world music, musical theater, and contemporary singer-songwriters.

Your next projects? When we will see you playing in Italy?


My plans for future projects include more world premieres, original compositions, and music by women composers. I do not have any concerts set in Italy in the near future, but I would happily accept an invitation to play in this beautiful country!